SO LONG, LUCIO!
«Cosa sarà che fa morire a vent'anni anche se vivi fino a cento?..
Cosa sarà che ti fa morire ridendo di notte all'ombra di un desiderio?..»
(Lucio Dalla, Cosa sarà)

Oggi se n'è andato uno degli ultimi "classici" viventi della musica d'autore italiana. Se n'è andato d'improvviso, inaspettatamente, un po' come quell'indimenticato pilota brasiliano di cui cantò le gesta in Ayrton. Anche noi di Se sei vivo spara, a modo nostro, vogliamo ricordarlo. E lo facciamo parlando come sempre di cinema. Già, perché Lucio non è stato solo un grande musicista ma anche un attore e un compositore di colonne sonore. In particolare nella seconda metà degli anni '60, quando il western era il genere principe del nostro cinema, Dalla partecipò in qualità di caratterista-cantante a due frizzanti "musicarelli" ambientati nel lontano Ovest: il primo è Per un pugno di canzoni (1966) di José Luis Merino, il secondo il leggermente piú noto Little Rita nel West (1967) del bravo Ferdinando Baldi, nel cui cast compare fra gli altri anche un giovanissimo Terence Hill al suo primo spaghetti. Due film assolutamente obsoleti - se mai c'è stato un genere del tutto superato, è proprio quello del "musicarello" all'italiana - ma che ai tempi facevano incassi di tutto rispetto, funzionando oltretutto come rampa di lancio per giovani emergenti e come espediente di riciclo per vecchie glorie. Tutto qua, niente di speciale, solo un modo di dire addio riportando alla memoria una parentesi del tutto rimossa della sua carriera, evitando la retorica che con ogni probabilità ci sommergerà nelle inevitabili - e meritorie, per carità - celebrazioni dei prossimi giorni. Soprattutto, adesso che sappiamo che anche nella sua vita c'è stato un pizzico di West, lo sentiremo ancor piú vicino e lo ricorderemo, se possibile, con ancor piú affetto.